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Per arrivare all'ospedale di Ikonda da Dar Es Salaam si deve fare un lungo viaggio. Novecento bellissimi chilometri: dall'oceano Indiano fino ai piedi dei monti Livingstone, tagliando quasi orizzontalmente il Tanzania e passando attraverso paesaggi diversi: piantagioni di tè e sisal, foreste di mimose e baobab, savana e colline, villaggi e mercati.
La strada attraversa un piccolo parco nazionale: il Mikumi National Park, poco frequentato dai turisti che prediligono i grandi parchi del nord che vantano lodge forniti di ogni confort.
Dal finestrino del 4x4 si vedono zebre, giraffe, facoceri, elefanti: sono lì e tu ci passi accanto. Leoni, bufali e ippopotami sono più schivi e si tengono lontani dalla strada.
In silenzio, quasi col fiato sospeso, si guarda a destra e a sinistra cercando di individuare il maggior numero possibile di specie animali, sperando di non bucare per non dover scendere dalla Toyota.
Non ci sono strade alternative: si deve attraversare il parco.
La prima volta ti senti in una dimensione strana: sembra di realizzare un sogno, di concretizzare un desiderio, di vivere un privilegio.
Questo viaggio l'ho fatto molte volte, sia durante la stagione delle piogge che durante la stagione secca: natura completamente diversa, colori incredibilmente potenti, emozione sempre al massimo.
Spesso ho portato con me persone che non erano mai state in Africa: colleghi, specializzandi, infermiere che mi accompagnavano per aiutarmi. E alla sempre forte eccitazione per il nuovo viaggio si aggiungeva la gioia di osservare l'espressione estasiata e incredula nei loro occhi: era come rivivere la mia "prima volta" ogni volta e avere una certezza: stavano vivendo un'esperienza indimenticabile.
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