H O M E TRACOMA





Il tracoma è una malattia infettiva oculare diffusa nei paesi tropicali, causata da un microrganismo chiamato Chlamidia Trachomatis. Si trasmette tramite contatto diretto (mani) o indiretto (insetti, biancheria). La malattia si diffonde facilmente quando le condizioni igieniche sono scadenti. Inizialmente sembra una banale congiuntivite, in seguito si cronicizza fino a provocare delle alterazioni palpebrali che fanno sì che le ciglia si girino verso l'interno grattando sulla cornea ad ogni movimento palpebrale. Questo ovviamente comporta un fastidio intollerabile ma anche un danno permanente alla cornea che porta alla cecità. La terapia, basata sull'uso di antibiotici in pomata, non sempre viene effettuata, quindi l'evoluzione della malattia è inevitabile. 
Durante i miei viaggi africani ho operato molte persone colpite da tracoma: si tratta di riportare la palpebra superiore in posizione normale in modo che le ciglia non vadano a grattare sulla cornea. Non è un intervento difficile, lo diventa quando i mezzi sono pochi, quando si opera in condizioni di fortuna, quando... manca sempre qualcosa. Comunque sia è un intervento che elimina i sintomi insopportabili e che permette di fermare l'evoluzione verso la cecità (se non è già troppo tardi). 

La gente che non può operarsi, o non sa dove o a chi rivolgersi, per ovviare al fastidio e al dolore causato dal continuo sfregamento delle ciglia sulla cornea, se le fa strappare con una pinzetta. Di solito provvede qualcuno della famiglia che abbia una buona vista. Non è così semplice: spesso il pelo di rompe e il moncone che resta è ancora più irritante della ciglia intera oppure piccoli peli non ancora ben visibili non vengono estratti. Masai e Sukuma, etnie nilotiche diffuse in Tanzania, portano la pinzetta appesa alle collane, con cui sia maschi che femmine si ornano abitualmente, come se fosse un ciondolo. Anche questo è un modo per diffondere la malattia: chi si presta a fare questo servizio di estrazione delle ciglia, viene a contatto con le lacrime e le secrezioni del malato e può a sua volta infettarsi toccandosi gli occhi con le mani non lavate. Tutte le campagne di prevenzione del tracoma enfatizzano l'importanza dell'igiene: acqua e sapone. 
Ricordo quando dicevo alle mamme che mi portavano i bambini con gli occhi macerati dalle infezioni e pieni di pus e mosche: "non basta la medicina che ti do io: devi bollire l'acqua, aspettare che si raffreddi, e lavare gli occhi del tuo bambino.". E la suora alle mie spalle diceva: "questa donna vive in un villaggio dove non hanno neanche l'acqua per bere, come vuoi che faccia a lavagli gli occhi...". Allora le davo anche un flaconcino di soluzione fisiologica e qualche garza... giusto per mettermi la coscienza in pace (!).