|




|
Al mondo esistono più di 50 milioni di ciechi.
Oltre 30 milioni vivono nelle aree più povere dei Paesi più poveri.
In Tanzania i ciechi sono circa 1.350.000.
La cataratta è la principale causa di cecità (50%), seguita dal tracoma (15%).
Di tutte le cure mediche, quelle necessarie alla prevenzione e cura della cecità evitabile sono tra le più efficaci e convenienti in termini di costo-beneficio.
Ma in Tanzania c'è un solo oculista ogni milione di persone...
Il primo giorno erano in molti ad aspettarci.
Aidan, il medical assistant, era ansioso di presentarci i pazienti, quelli che aveva visitato nei villaggi, quelli che in questi mesi avevano avuto una diagnosi e una promessa: quando torneranno ti avviseremo e potrai essere operato...
I giorni disponibili erano pochi e l'ordine tassativo: si operano solo i ciechi!
Come sempre mi ha fatto tenerezza vedere queste persone muoversi titubanti, a piccoli passi, piegate in avanti, toccare la sedia per potersi sedere, abbandonare per terra il bastone utile per percepire gli ostacoli e per farsi tirare...
Tutti ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo iniziato: Piergiorgio si è dedicato alla montagna di occhiali usati (per la maggior parte inutilizzabili) inviati da qualche associazione "umanitaria"; Tiziana ha sistemato la sala operatoria, riordinato i materiali, controllato gli strumenti, preparato i ferri; io ho visitato: "Aidan, fai entrare il primo, ok, operiamo l'occhio destro; fai entrare un altro, va bene, la cornea è rovinata, meglio operare il sinistro; Aidan ma almeno vede la luce?; questo non possiamo operarlo: ha una atrofia ottica da glaucoma, non guadagnerebbe nulla; Aidan facciamo questa terapia per qualche giorno, poi dovremo togliergli l'occhio...".
Quasi tutti sono piccoli e magri, anche gli occhi sono piccoli: due fessure, quasi dovessero filtrare quello che non vedono. Molti sono scalzi, i piedi massacrati dalle "mafunza", le pulci penetranti. Tutti sono pazienti, attendono senza fretta che si decida di loro, nessuno chiede spiegazioni, nessuno protesta per la lunga attesa. Tutti dicono "hasante", grazie.
So già, e il pensiero mi riempie di gioia, che dopo l'intervento, quasi per miracolo, riacquisteranno il sorriso e il passo sicuro, abbandoneranno il bastone, torneranno ad una nuova vita.
|