|

|
Quella volta i padri della missione di Pawaga ci chiesero di passare anche da loro, anche per poche ore, anche solo per fare delle visite, per dare degli occhiali. Riuscimmo a ritagliare una giornata da dedicare a quel villaggio sperduto nella savana. Allestimmo il nostro ambulatorio mobile. Poche cose, per la verità: una lampada a fessura portatile, un tonometro, un oftalmoscopio, un ottotipo di cartone, una valigia di occhiali per lettura, antibiotici e altri farmaci in collirio... Si presentarono una sessantina di persone. Piergiorgio distribuì i suoi occhiali, io distribuii molti "pole sana" (mi dispiace). Vennero ciechi che speravano fossimo in grado di restituire la vista perduta per le cause più diverse: vecchie perforazioni da spine, cicatrici corneali da sputo di cobra, tracoma...
Venne anche una bella ragazza, vent'anni forse: purtroppo aveva perduto un occhio per una infezione: le era stato tolto in un ospedale distante qualche ora di viaggio dal villaggio. Un peccato: una protesi avrebbe risolto egregiamente il problema estetico. Le dissi che le avrei fatto qualche foto che mi sarebbe servita per farle costruire la protesi adatta in Italia, poi l'avrei inviata ai padri che gliela avrebbero consegnata. Mi rispose che la sua protesi era già pronta da mesi a Iringa. Avrebbe dovuto solo ritirarla. Perchè non l'aveva ancora fatto? Risposta semplice: non aveva il denaro per pagarla: 5000 scellini (circa 5 dollari). Mi sentii più umiliata io a darglieli che lei a riceverli.
Quel giorno venne anche un giovane uomo con le stampelle. Si muoveva a fatica. Prima della visita gli chiesi quale fosse il problema (intendevo oculare). Lui mi rispose: "crocrodile". Infatti quella era la causa del suo problema maggiore: pochi mesi prima una canoa che effettuava il trasporto da una riva all'altra del fiume si era rovesciata. I coccodrilli avevano attaccato una donna e lui, nel tentativo (non riuscito) di salvarla, era stato aggredito a sua volta. Fortunatamente altre persone, battendo sull'acqua con la panga (un grosso coltello simile al machete), erano riuscite a spaventare il coccodrillo che mollò il ragazzo. Ferito ma vivo.
|