H O M E PAULINE



Pauline ci venne incontro accompagnata dalla sua mamma. Entrambe erano ben vestite, come un tempo si usava da noi: il vestito buono per andare dal dottore. Aveva sei anni e una cataratta bilaterale congenita. La sua vista era molto scarsa, ma anche le probabilità di migliorarla con una operazione lo erano. Un intervento così tardivo non lasciava ben sperare. Dopo averne parlato con la mamma, decidemmo comunque di intervenire su un occhio. Venne a Ikonda e lì la operai. L'anestesia generale ci diede dei problemi: il respiratore non funzionava per cui venne ossigenata manualmente con un "pallone di ambu", il monitoraggio cardiaco consisteva in uno stetoscopio incerottato sul torace... insomma una avventura. A lieto fine, per fortuna. 

Nei giorni seguenti, mi accorsi che la sua vista era un po' migliorata, riusciva a distinguere qualche riga dell'ottotipo in più. Tornò finalmente a casa col suo vestitino rosa, pronta per iniziare la scuola. Quasi come una bambina "normale".