H O M E OCCHIALI D'EPOCA

Ho una piccola collezione di occhiali d'epoca. Non li ho trovati in qualche mercatino dell'antiquariato. Li ho portati dal Tanzania, recuperati negli scatoloni di occhiali usati che vengono inviati in Africa per "beneficenza". 
Piergiorgio ha passato ore a "rumare" cercando di trovare qualcosa di buono. Forse l'1% si è salvato. Il resto è stato distrutto perchè inutilizzabile: montature che non avrebbero retto un giorno di vita di savana, occhiali senza aste, cerniere arruginite, modelli per nasini svedesi, correzioni improponibili... 
Questo da il senso di quanto teniamo in considerazione i potenziali fruitori della nostra generosa beneficenza. Questo significa che si è sprecato tempo e denaro (quanto costano le spedizioni!) per nulla, quando una montatura "su misura", fatta costruire ad hoc, costa pochi, pochissimi euro. 

Anche le spedizioni di farmaci sono spesso vergognose: non è elegante nè etico inviare farmaci scaduti (anche se io ne sono una consapevole consumatrice abituale), non è corretto mandare campioni gratuiti che non consentano di completare un trattamento o spedire farmaci inutili (quanti ce ne sono!).
Qualche anno fa un chimico in pensione acquistò una pastigliatrice e si mise a produrre (autorizzato dal Ministero della Sanità) farmaci da inviare ad ospedali missionari. Qualche volta rifornì anche me: sacchettoni con 5000 aspirine, bactrim, dapsone, vitamina A... Una manna per chi li riceveva.

Io non sono contraria alla beneficenza, anzi so che spesso è indispensabile, in certe situazioni. Ma deve essere una beneficenza onesta: che ci faccia sentire in colpa, non che ci acquieti la coscienza.