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E' sempre un problema fare fotografie in Africa. La gente è molto diffidente di quello strano oggetto che i bianchi portano ostinatamente al collo. Molti temono che gli si rubi l'anima, altri pensano che le foto scattate vengano vendute. Comunque sia, è buona norma chiedere sempre il permesso prima di scattare. Altrimenti può succedere, come è successo a qualcuno, che un masai fotografato senza autorizzazione tiri la propria lancia al malcapitato fotomane... (un vetro dell'auto rotto, ma nessun danno alle persone, per fortuna).
Di solito, se si è accompagnati da qualcuno del luogo, non si incontrano particolari problemi. Ma in ogni caso non è un gesto gradito. Mi rendo conto che non è simpatico essere fotografati da estranei. A che titolo? Con quale diritto?
Dopo alcuni viaggi ho risolto il problema in modo semplice ed efficace: ho acquistato una macchina fotografia a sviluppo istantaneo (tipo Polaroid, per intenderci). In questo modo è possibile mostrare non solo quello che si è ripreso ma anche lasciare loro un ricordo.
E che meraviglia osservare il loro stupore quando vedono quel cartoncino bianco che piano piano assume forma e colore... Tutte le difficoltà svaniscono. E un gesto sgradito si trasforma in un dono e in una festa. Da ricordare.
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