H O M E DRAZEN



Tra me e Drazen, un giovane missionario croato, ci fu subito sintonia. Nella sua missione, dove sempre ci si ferma sulla via del ritorno, abbiamo sempre visitato molte persone. La prima volta mi fece da interprete. Era molto curioso: cercava di capire perchè alcuni pazienti li considerassi "gravi" pur non apparendo tali e altri, che sembravano essere messi piuttosto male, li considerassi invece degni di minore considerazione. Gli spiegai allora alcune cose elementari: ad esempio che non tutti gli occhi rossi sono uguali, che si deve badare a certi dettagli per capire se si tratta di un problema serio o meno. Divenne bravissimo. In poco tempo fu in grado di cogliere le sfumature di tutti i rossori congiuntivali, a tal punto che quando vedeva qualcuno con gli occhi rossi sapeva quasi fare diagnosi.

La sua nuova passione per l'occhio rosso divenne un tormentone. Arrivava al punto di fermare l'auto se incrociava qualcuno che aveva una iperemia congiuntivale. Fin che diceva messa guardava i fedeli negli occhi per cogliere un rossore sospetto. E poi mi presentava i "suoi malati": dopo una messa festiva mi portò un ragazzo che aveva una congiuntivite purulenta molto grave (il ragazzo aveva già consultato lo stregone che gli aveva praticato delle incisioni sulla fronte, che a loro volta si erano infettate); un'altra volta dovetti togliere un corpo estraneo dalla cornea di un bambino: Drazen aveva notato che non riusciva a tenere l'occhio bene aperto; un'altra ancora curai una bambina che aveva addocchiato passando in auto...

Non c'è che dire: Drazen aveva l'occhio clinico innato. Se non avesse deciso di fare il prete, sarebbe stato un ottimo medico.