|

|
Statistiche recenti dimostrano che nei Paesi in sviluppo le donne lavorano più degli uomini.
Infatti, il lavoro in agricoltura, pur con differenze tra regioni e paesi, è per oltre il 50% a carico delle donne. Focalizzando l'attenzione sull'Africa sub-sahariana, risulta che la donna è impegnata in lavori agricoli dalle 7 alle 8 ore al giorno, e l'uomo intorno alle 6 ore; alle attività economiche non agricole la donna dedica oltre 6 ore, e l'uomo intorno o meno di 2 ore. Si aggiunga che il carico di lavoro femminile tende ad aumentare in varie regioni del globo, poiché gli uomini migrano nelle città o all'estero in cerca di migliori retribuzioni ed opportunità. Sempre nell'Africa sub-sahariana, in una serie di pratiche agricole, l'apporto del lavoro femminile è il seguente: aratura 25%; semina 50%; allevamento di animali da cortile, pascolo di greggi, acquacoltura, ecc.: 50%; sarchiatura, irrigazione, raccolta, ecc.: 60-70%; conservazione, preparazione e commercializzazione delle derrate: 85%; economia domestica (preparazione dei cibi, ricerca di materiale combustibile, prelievo di acqua potabile, accudimento dei figli, ecc.): 95%. Un dato impressionante si ricava dal confronto tra il peso trasportato (legna, acqua, raccolti, derrate al mercato) in un anno per 1 Km: le donne rurali nei paesi in sviluppo trasportano mediamente più di 80 tonnellate e soltanto 10 l'uomo. Quanto poi alla retribuzione, variabile in funzione delle differenze di reddito, dello sviluppo tecnologico e delle disponibilità di risorse naturali, è purtroppo costante una differenza di retribuzione fra donne ed uomini che grosso modo si aggira intorno al 20-30%.
Da: "Le donne nutrono il mondo" di GS Mugnozza
|